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Parco Salvatore Quasimodo

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12 luglio 2012 4 12 /07 /luglio /2012 18:44

“La reverenza de le somme chiavi” (inf. C.19, v. 101)

Questo verso di dantesca memoria, rimane ancora oggi, a distanza di secoli, di grande attualità.

Il valore teologico infatti, della Divina Commedia è altissimo e risulta chiaro che Dante non fu solo sommo poeta, ma bensì maestro di teologia dogmatica, ascetica e morale di indubbia credibilità. Infatti egli fondò il suo insegnamento sulla “Summa teologica” di S. Tommaso d’Aquino.

È noto che l’appassionata ricerca della verità conferisce a Dante l’immagine del Vate e lo spirito del Profeta.

E la sua religiosità, conformemente al vigore della sua personalità, non si fonda sull’abbandono sentimentale, ma ha un tessuto rigorosamente teologico.

Pertanto il pensiero di Dante è valido e diventa punto di riferimento per la nostra ricerca nelle travagliate vicende del momento storico che viviamo.

Anche noi ci sentiamo talora smarriti nella “selva oscura” e desiderosi di trovare una via di liberazione, che ci conduca a salvezza. Anche oggi come nel lontano Medioevo, le Istituzioni vacillano e ci mancano le guide. Inoltre le miserie e i problemi del quotidiano ci fanno perdere il gusto della ricerca di valori più alti.

Dante ci insegna che questa ricerca è bensì drammatica, ma che si può risolvere in una conquista.

Essa consiste nella conquista di Dio, sommo Bene.

Ma chi ci farà da guida? Noi cristiani abbiamo un cammino spianato perché possiamo camminare sotto la guida sicura del Magistero della Chiesa, in quanto crediamo fermamente nelle solenni parole di Cristo: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”.

Questa reverenza alla Cattedra di Pietro Dante ebbe sempre e l'addita anche a noi.

Ma tutti sappiamo, altresì, che ciò non gli impedì di denunciare i mali, che fin d'allora macchiavano la santità della Chiesa.

E ciò fece anche energicamente.

                “ O insensata cura dei mortali!

                …………………………………………….

                Chi dietro a iura e chi ad aforismi

                Sen giva, e chi seguendo sacerdozio

                …………………………………………………….. “(Par. CantoXI)

Il sacerdozio è testimonianza e servizio, non è carriera, nè cura temporale e richiede fedeltà al messaggio di Cristo.

Concetto, peraltro, ribadito recentemente da S.S. Benedetto XVI nel contesto del discorso rivolto ai nuovi Cardinali.

La ferma “denuncia” di Dante, pertanto, non fu che un accorato appello di un figlio della Chiesa, che ad essa restò sempre fedele, e alla quale rese un servizio ineguagliabile.

Infatti la sua Commedia, canto solenne a Dio, rimane nei secoli Cattedra di teologia dogmatica, ascetica e morale.

                                                                                                                                    

Savina Caminiti

Contatti: 0942 747019

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Published by parcoquasimodo
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