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Parco Salvatore Quasimodo

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  • : tutto ciò che fa cultura ! Viaggio intorno al Parco Quasimodo di Roccalumera ed alla Terra Impareggiabile , la Sicilia !!
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Salvatore Quasimodo

Salvatore Quasimodo nacque a Modica (Provincia di Ragusa) figlio di Gaetano QuasimodoClotilde Ragusa. La permanenza a Modica della famiglia Quasimodo dura solo 12 mesi. Il padre Gaetano, infatti, vi giunge alla fine del 1900. Il 20 agosto 1901 nasce il Poeta. Ma come egli stesso narra in una intervista televisiva, solo dopo qualche giorno dalla nascita, in seguito all'inondazione di Modica, parte da Roccalumera nonno Vincenzo, che conduce al sicuro nella casa familiare roccalumerese la madre Clotilde, il Poeta e gli altri fratelli più grandicelli. Il padreGaetano dopo due mesi dalla nascita di Salvatore, ossia nell'ottobre 1901, è trasferito ad un'altra stazione. La famiglia pertanto non tornerà più in quella cittadina. Salvatore già da bambino fu costretto a spostarsi frequentemente con la propria famiglia al seguito del padre nelle varie stazioni ferroviarie siciliane ove egli era inviato a prestare servizio. Questi, infatti, iniziò a lavorare in ferrovia all'età di 7 anni, venendo impegnato alla costruzione del binario ferroviario Messina-Catania. Attivati i transiti dei treni, il padre fu mantenuto in servizio come ferroviere.

La casa familiare dei Quasimodo (costruita da nonno Vincenzo, anche lui ferroviere) era a Roccalumera, in Provincia di Messina, paese al quale sia Salvatore che tutta la famiglia sono rimasti intrinsecamente legati. Qui è stato istituito il Parco Letterario Quasimodo, unico al quale collabora il figlio, Alessandro, attore e regista di rilevanza internazionale. Il padre, diventato “capostazione principale “, veniva mandato a reggere stazioni di capoluoghi di provincia come: Messina, subito dopo il sisma e maremoto del 1908 in una stazione letteralmente distrutta dall'evento tellurico (Salvatore avrà sette anni e trasfonderà la tragedia del terremoto in meravigliosi versi in "Al padre"), Agrigento, Palermo e Siracusa, dove la sorella Rosina conobbe Elio Vittorini, anch'egli figlio di ferroviere, con il quale si sposò.

Il padre andò in pensione nel 1927, e dopo una breve permanenza a Firenze, durante la quale perse la moglie, si ritirò definitivamente nella sua casa di Roccalumera, dove visse con due sorelle che non si erano sposate. Salvatore, seguendo il padre di stazione in stazione, frequentò le prime classi a Gela e poi negli altri luoghi. Subito dopo il catastrofico Terremoto di Messina del 1908 andò a vivere a Messina, dove il padre era stato chiamato per riorganizzare la locale stazione. Prima dimora della famiglia in quei tempi furono i vagoni ferroviari. Un'esperienza di dolore tragica e precoce che avrebbe lasciato un segno profondo nell'animo del poeta. Si trasferì in seguito in una abitazione sita in Via Crocerossa, dove trascorse gli anni delle scuole tecniche, frequentate presso l’Istituto “Jaci “ dove conseguì il diploma di geometra. Trascorreva le estati ed il tempo libero a Roccalumera, insieme ai fratelli (luogo che lo ispirerà per tante poesie come ad esempio “Vicino a una torre saracena, per il fratello morto“).

Gli studi

A Messina frequentò l'Istituto tecnico matematico-fisico "Jaci" che dava la possibilità di accedere alla Facoltà di Ingegneria e nel 1919 conseguì il diploma. Durante la permanenza in questa città conobbe il noto giurista Salvatore Pugliatti e Giorgio La Pira, futuro sindaco di Firenze, con i quali strinse una duratura amicizia.

Nel 1917 fondò il "Nuovo giornale letterario", un mensile che ebbe breve vita e sul quale pubblicò le sue prime poesie. Nel 1919 si trasferì aRoma dove pensava di terminare gli studi di Ingegneria ma, subentrate precarie condizioni economiche, dovette abbandonarli per impiegarsi come disegnatore tecnico presso un'impresa edile e in seguito presso un grande magazzino.
Nel frattempo collaborò ad alcuni periodici e iniziò lo studio del greco e del latino con la guida di monsignore Rampolla del Tindaro dedicandosi ai classici destinati a divenire per lui fonte di schietta ispirazione.

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